Poi il segretario della Uilm snoccila i dati:
“Si stima che quest'anno in Italia si siano perduti circa 1 milione di posti di lavoro e nella zona del ciriacese i cassaintegrati sono circa un migliaio su 5 mila impiegati nel settore metalmeccanico”.
Solo a Ciriè i cassaintegrati sono raddoppiati nel giro di un mese. Da novembre a dicembre sono passati da 500 a 1000. Numeri che tra l'altro vanno presi con le pinze visto che molte aziende del territorio non sono iscritte alle associazioni dei piccoli imprenditori: “Quindi le stime – fanno sapere dall'Ufficio Stampa Uilm – potrebbero essere maggiori di un buon 20%”. In questi giorni inoltre sono stati resi noti i dati del centro per l'impiego della Provincia. A Ciriè la disoccupazione si attesta al 5.93% della popolazione attiva. E il futuro non promette nulla di buono, nubi sempre più nere si addensano all'orizzonte delle tute blu ciriacesi. “Ai grandi gruppi come Fiat – conclude Peverati – mancano le commesse e il portafoglio clienti è sempre più esiguo”
Unica nota positiva in tutto il ciriacese è l'area industriale del “Colombè” di Robassomero.
“Qui la crisi s'è sentita di meno – si consola Peverati – perché ci sono aziende che non sono legate ai grandi gruppi. Come Abac che produce pompe ad aria compressa oppure la Ruspa , che si occupa di produrre accessori interni per autobus”. |