L'iniziativa, senza precedenti nella storia dell'azienda e tuttavia ben radicata nella storia dei familiy day e del welfare aziendale, dalle colonie estive d'antan ai regali natalizi per i bambini, ha un duplice sapore: da un lato quel tanto di fiducia che i segnali di ripresa consentono, che si intrecciano alle parole pronunciate ieri mattina a Francoforte da Sergio Marchionne (dove ha ribadito la necessità di nuovi incontri governativi per l'auto) dall'altro la necessità di sostenere un lavoro straordinario (osteggiato dalla Fiom) che sempre più deve adattarsi in modo flessibile ad ogni richiesta del mercato.
L'azienda fa sapere che col family day del sabato non si è fatto altro che accogliere le richieste “crescenti” dei dipendenti di mostrare ai famigliari la fabbrica così com'è, con le linee in funzione e col suo volto umano, quel volto umano – dalle nuove mense ai nuovi spogliatoi fino ai murales colorati – fortemente voluto dallo stesso Marchionne fin dal suo arrivo alla guida di Fiat.
Come commenta il Saturday family day di Mirafiori?
“E' in atto una competizione, potenzialmente molto pericolosa per noi, nel rapporto con i lavoratori. E la strategia di comunicazione di Sergio Marchionne rischia di essere più efficace di quella di tutti noi sindacati messi insieme”.
Che cosa dovrebbe fare il sindacato?
Rendere più moderno il suo stile nelle relazioni, che altrimenti rischia di essere obsoleto. Da tempo lo andiamo dicendo anche alle altre organizzazioni.
Ma la giornata non può essere anche un segnale di ripresa?
Certo ci sono segnali incoraggianti, come l'accordo appena firmato sulla mobilità agli Enti Centrali. Ma nessuno ci ha ancora detto con chiarezza quale sarà il futuro degli stabilimenti torinesi. Detto questo, l'iniziativa è più che legittima, ma tutto il sindacato deve riflettere su come riprogettare il proprio messaggio. Intanto, chiediamo alla Fiat di fare un passo ulteriore e di iniziare da subito a dialogare con chiarezza sul futuro”.

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