REPUBBLICA:E il prefetto che cosa potrà darvi?
PEVERATI: Gli riproporremo le diverse questioni, quelle già presentate sui diversi tavoli, ma a cui non si è dato seguito. È ora che si concretizzino, impegnando il governo e gli enti locali, Regione, Provincia e Comune.
REPUBBLICA:
Quale sarà la prima questione? PEVERATI: Dare una mano a quelle famiglie che si trovano in condizioni precarie, con persone rimaste a casa in cassa integrazione, a 750 euro al mese, oppure sostenere quei lavoratori a tempo determinato o interinali che non hanno più un lavoro.
REPUBBLICA: Il governo ha dato risposte?
PEVERATI: Con un ritardo abissale. Prima Berlusconi si è occupato del colore della pelle di Obama, poi per mesi si è discusso della presidenza della commissione di vigilanza Rai, alla fine si sono capiti quali sono i problemi e sono iniziate ad arrivare risposte. Come i soldi per la cassa integrazione in deroga oppure per le fasce più deboli, anche se i sistemi adottati per distribuire questi quattrini sono discutibili. Ma è un inizio.
REPUBBLICA: Cosa manca?
PEVERATI: Un´integrazione al reddito per i lavoratori che seguono corsi di formazione e un intervento per supportare il credito verso le piccole e medie imprese in sofferenza.
REPUBBLICA: E gli enti locali cosa possono fare?
PEVERATI: Diminuire la Tarsu per chi è in cassa o senza un contratto, oppure le tariffe degli asili e tutte le imposte locali. Così si dà reddito a chi ne ha bisogno. Anche il certificato Isee deve essere rivisto. Non si può decidere chi ha le agevolazioni sulla base di quello che guadagnava un anno fa, ma sulla base del salario attuale. |