Cominciamo dal presunto accordo governo-sindacati confederali sulla riscrittura della legislazione che regola il mercato del lavoro. Secondo voi la legge Biagi va tenuta o meno?
Alcune parti di quella legge vanno bene e comunque possiamo porre delle basi per ragionare su alcune modifiche. Secondo noi sarebbe sbagliato ripartire da zero, considerando che parecchie cose funzionano.
Per esempio?
La nostra idea è che la flessibilità sia un aspetto tendenzialmente favorevole per il mercato del lavoro e la produttività. Quindi l'unica alternativa è governare la flessibilità che, ancora troppe volte si traduce in esistenza precaria. I problemi dei lavoratori più giovani sono noti a tutti e vanno risolti. Ma ci sono aspetti che non è saggio affrontare con pregiudizi. I contratti di apprendistato, per esempio, sono propedeutici alla stabilizzazione dei rapporti a tempo indeterminato.
Sul capitolo pensioni le voci corrono, le opinioni divergono: l'Europa non perde occasione per ribadire che l'Italia deve mettere mano a una riforma strutturale del sistema. I sindacati invece affermano che i conti non sono così disastrosi.
E' cosi', i conti sarebbero a posto. Bisogna dividere l'assistenza, quindi gli ammortizzatori sociali, dalla previdenza. In questa maniera ci renderemmo conto immediatamente che il sistema contributivo, che tanto pesa sulle tasche dei lavoratori, è sano e andrebbe addirittura in attivo.
E lo scalone?
Possiamo anche tenerlo. A mio modi di vedere l'aspetto da censurare sono i disincentivi per la pensione.
Vediamo la Finanziaria. La vostra segreteria ha lanciato un messaggio diverso dai colleghi di Fim e Fiom e ha indetto due ore di sciopero nel torinese contro la legge di bilancio. Gli altri l'hanno bollata come una boutade. Voi che giudizio date di questa legge? Siete delusi?
Le aspettative nei confronti di un esecutivo di cui abbiamo caldeggiato l'elezione sono state in parte infrante. L'efficacia di una Finanziaria si valuta sul tenore di vita che i lavoratori possono permettersi. E non possiamo certo dire che questa sia migliorata. Ma voglio precisare che il Governo precedente ha fatto un'unica cosa per il mondo produttivo, cioè il Patto per l'Italia , che non ha mai mantenuto. Da quel momento è stato il vuoto. Da Prodi ci aspettavamo obiettivamente di più.
Su quali aspetti?
Sul taglio del cuneo fiscale per cominciare, di cui hanno beneficiato le aziende per la quota più importante, mentre ai lavoratori sono andate le briciole. E tutte le aziende ne hanno tratto giovamento. Non solo, come sarebbe stato più ragionevole ma anche più efficiente, quelle che investono. Ne hanno beneficiato anche quelle che stanno pensando di chiudere. E' una follia.
Quanto allo sciopero unilaterale che avete indetto contro la finanziaria?
Non si trattava di una rottura tra noi e gli altri sindacalisti metalmeccanici, anche se il nostro messaggio era chiaro: non siasmo alle dipendenze di nessun partito. Certo, ci sono differenze di visioni su molte questioni.
Ma a giugno dovrete arrivare alla piattaforma unitaria per il rinnovo del contratto nazionale dei metalmeccanici.
E infatti ci arriveremo, un sindacato unito è più forte. Solo che mi ha stupito il silenzio della Fiom quando si parlava della Finanziaria e le critiche poco tempo dopo, quando Airaudo ha parlato di tradimento da parte del governo sul finanziamento della missione in Afghanistan. E non sono d'accordo nemmeno con la battaglia che la Fiom sta conducendo contro il Tav. Qui o facciamo i sindacalisti oppure i politici. Noi scegliamo la prima opzione.
Voi Uilm torinesi avete anche sparato la cifra più alta per il rinnovo senza contrattazione di secondo livello: 150 euro a fronte dei 140 proposti alla fine della segreteria nazionale. Gli altri sono tutti più in basso, la Fiom chiederebbe 130 la Fim 90. Sono cifre attendibili?
Qui qualcosa non sta funzionando a dovere. In trent'anni di sindacato non mi è mai capitato di assistere alla creazione di una piattaforma con questo metodo. Prima bisogna parlare degli aspetti normativi del contratto metalmeccanico. Poi, con una discussione seria, dovrà emergere una cifra di aumento che garantisca il potere di acquisto dei lavoratori. Noi crediamo che debba essere più alta di quelle proposte.
L'ultima vertenza per il rinnovo dei contratti metalmeccanici è stata lunga, faticosa e, a mente fredda non portatrice di grandi risultati. E' così?
E' vero, ma abbiamo ottenuto ciò che era possibile. L'augurio è che la prossima vertenza sia meno logorante.
La Fiat , i conti vanno bene, i nuovi modelli anche…
Siamo soddisfatti di come stanno andando le cose. Finalmente i modelli prodotti sono validi e per questo vengono apprezzati dal mercato. Per il futuro di Mirafiori dobbiamo aprire una discussione sulla saturazione degli impianti. Crediamo che serva un motore in più. |