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“BORGO DORA” intervista a MAURIZIO PEVERATI

Tratto dal sito “bdtorino.it” dell'associazione Borgo Dora a cura di Natalino Gori

Dott. Peverati, è imminente a Torino il rinnovo del contratto dei metalmeccanici, quali sono secondo lei le attese dei lavoratori, e quali saranno le condizioni che lei porrà nella trattativa con le aziende?

I lavoratori vogliono, e il sindacato è d'accordo, una cosa abbastanza semplice ma che qualcuno fa finta di non voler considerare: un aumento che faccia superare la perdita di potere d'acquisto che abbiamo avuto in questi anni. Stimo che il reddito di un operaio metalmeccanico, nel potere d'acquisto reale, si sia ridotto di un terzo nel giro di dieci anni. La discussione dovrà partire da questo dato di fatto e da null'altro. Altre proposte, di natura più tecnica, non è possibile anticiparle perché sono al vaglio dei nostri dirigenti nazionali.

Dal materiale che recentemente compare sulle bacheche aziendali torinesi, abbiamo colto che vi sono dei netti distinguo tra la Fiom e le altre sigle sindacali; anche lei mesi addietro è entrato in polemica con la stessa Fiom, ci può spiegare che cosa è accaduto?

In effetti c'è una grande diversità di vedute e di modi lavorativi tra noi e la Fiom. I segnali c'erano già stati alcuni anni fa, ricordo quando sciolsi un corteo organizzato insieme…non abbiamo mai avuto paura di distinguerci! Lei mi chiede però dei fatti recenti. Bè, a dicembre abbiamo dichiarato uno sciopero contro la finanziaria, da soli! Ci hanno detto che eravamo strumentali. Due mesi dopo anche loro protestavano contro il Governo. Vede, noi avevamo scioperato perché non abbiamo “Governi amici”. Siamo un sindacato, non facciamo politica. Prodi o Berlusconi per noi fa lo stesso, ma quando mettono le mani nelle tasche degli operai, allora…ci arrabbiamo. Questo in sintesi è il principale motivo di dissenso con la Fiom. Girotondi , anti Tav, pacifisti, movimenti… la Fiom fa politica, noi facciamo sindacato. I lavoratori l'hanno capito e, posso dirlo con orgoglio i nostri consensi salgono costantemente!

Una ricerca di questi giorni, indica che il 55% degli operai ritiene che il proprio posto non sia al sicuro, un altro 25% ha una paura concreta, legata al fatto che la sua azienda è in difficoltà più o meno gravi. Ritiene fondati i timori di questi lavoratori?

Sono d'accordo. Pensate a chi trent'anni fa entrava in fabbrica: sapeva che probabilmente sarebbe andato in pensione con lo stesso lavoro. Oggi non è così. Le richieste di mercato, veloci e mutevoli danno vita a fabbriche sovradimensionate nel numero di lavoratori e poco dopo, eccoci che stiamo già discutendo di cassa integrazione… Una flessibilità del mercato che si traduce, purtroppo, in flessibilità del lavoro. Il sindacato ha una sfida. Riuscire a ridurre, per quanto è possibile i disagi di questa condizione rendendo, scusate il gioco di parole, meno precario il precariato. Vuol dire dare dignità a quella gente, offrire la possibilità di farsi una famiglia o di ottenere un prestito ed anche, perché no, un aiuto nei periodi in cui si sta a casa, tra un lavoro e l'altro.

A Mirafiori c'è la fabbrica che marca il territorio, questo stabilimento viene a torto o a ragione considerato l'ombelico del mondo, qual è la sua opinione?

Per l'opinione pubblica, per i giornalisti, Mirafiori è l'ombelico del mondo. Lo è anche per le centinaia di aziende piemontesi ancora legate alle sue produzioni. Per il sindacato? Mirafiori è importante, ma non è tutto. Abbiamo scioperato proprio a fine marzo per ribadire che non dobbiamo dimenticarci delle medie e piccole imprese del settore. La Uilm sa perché si sta distinguendo? Proprio perché è sempre stata vicina anche ai “piccoli”. Ci sono sindacati radicati solo nelle grandi aziende, perché conviene. Noi no. Punto e basta.

C'è un sogno nel cassetto che dal giorno della sua elezione a Segretario Regionale della Uilm spera di poter realizzare?

Lasciare dopo di me una classe di dirigenti preparati, altamente specializzati, di ottimi intenti. E' il migliore investimento per il futuro. Se un funzionario è preparato allora lo saranno anche i suoi delegati. Di rimando ciò si traduce in più tutela e diritti per i lavoratori. Questo è il mio attuale sogno.