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Torino, 27 gennaio 2012 Crisi delle Tv piemontesi VICINO A CHI DA VOCE AI PICCOLI E AI DEBOLI Videogruppo, Telesubalpina, Telestudio, e anche il quotidiano City. Abbiamo appreso della grave crisi di questi gruppi editoriali. Alcuni chiuderanno in blocco altri vedono già numerosi giornalisti in cassa integrazione e il futuro appeso ad un filo. I metalmeccanici della Uilm di Torino esprimono grande preoccupazione. Perché queste emittenti regionali davano voce ai più deboli. Se sui media nazionali, per naturali dinamiche comunicative, spesso trovavano spazio solo i più "noti" o "forti" a livello locale avevano rappresentanza, costante, anche i più piccoli. Trovavano spazio vicende di cui altrimenti non avrebbe mai parlato nessuno, i lavoratori delle realtà sconosciute, quelli che soffrono, subiscono ingiustizie, vengono licenziati, ma che per il solo fatto di appartenere a ditte medio o piccole, non potevano avere risalto sui grandi format. Per questo intuire che l’informazione locale potrebbe essere falcidiata, preoccupa. Sapere che chi ci dava voce diventerà muto non ci lascia indifferenti, anzi, ci spinge a interrogarci. Perché la democrazia è strettamente legata al diritto ad esprimersi e ad informarsi, un diritto che si affievolisce ogni volta che il numero di emittenti o giornali si riduce. Ognuno dei giornalisti, e tecnici, a rischio era una risorsa preziosa. I metalmeccanici della Uilm esprimono pertanto solidarietà a chi, con lealtà e costanza, ha rappresentato i lavoratori in questi anni, in tante battaglie. Maurizio Peverati Segretario generale Uilm Torino
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