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T.RAD: IL CASO FINISCE IN TV Il caso della T.Rad di Moncalieri, per la sua eclatanza, ha avuto un grande risalto sui quotidiani e settimanali CLICCA QUI PER LEGGERE TUTTI GLI ARTICOLI Lunedì 16 settembre la vicenda è stata affrontata anche dal canale tv Torinow e, in collegamento, da Videogruppo.Nella trasmissione, condotta dal giornalista GIOELE URSO, si è cercato di comprendere l’accaduto. In studio c’era JAN PELLISSIER, responsabile piemontese dell’agenzia La Presse e il funzionario GIOVANNI DI LAURO.Di Lauro ha ribadito che, per il mancato accordo della Fiom, 40 lavoratori non avranno accesso alla cassa integrazione in deroga né agli incentivi promessi dall’Azienda all’esodo.Urso si è interrogato sulla strana presa di posizione della Fiom, considerando che addirittura un loro delegato ha raccolto le firme (100% dei lavoratori aderenti) per chiedere il ritiro del mancato accordo a tutte le organizzazioni sindacali (compresa la propria).Pellissier ha allora evidenziato che in alcuni casi, dove non ci sono prospettive di ripresa industriale, i ragionamenti dovrebbero essere concreti: "Anche in passato, in via generale, si sono commessi errori – ha detto – Vediamo l’automotive calare e soffrire. Siamo reduci, per esempio, dell’illusione olimpica di puntare tutto sul turismo, che invece a Torino si è attestato solo al 3-4% del nostro Pil. Ciò insegna che occorrevano scelte politiche, per sostenere l’industria, di diverso tipo".Urso ha dunque fatto la domanda più importante: "Ci sono ancora margini di trattativa?"Di Lauro ha risposto: "Se la Fiom ritirasse il mancato accordo, visto che la Regione e l’azienda si sono dimostrati molto disponibili, sì, c’è la possibilità di riaprire la trattativa, ed è quello che davvero mi auspico. Perché questa vicenda è davvero assurda. Gli stessi lavoratori chiedono al sindacato (visto che non ci sono speranze per evitare licenziamenti) di firmare un accordo che permetterebbe ammortizzatori sociali e incentivi e qualcuno che fa? Rifiuta per principio. A fare le spese però sono i lavoratori ed è ingiusto".Ufficio Stampa Uilm 17 gen 2012 |
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