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| LA VOCE
UILM NELLE TV PIEMONTESI
Venerdì scorso su Torinow e su Videogruppo, mercoledì scorso invece su Quartarete. La Uilm negli ultimi giorni ha portato la propria linea in trasmissioni televisive molto seguite dal pubblico e dalle famiglie. Se a Videogruppo il giornalista Gioele Urso si è concentrato sul caso Fiat, a Quarta Rete, il 23 novembre, il discorso è partito dalla crisi con un titolo emblematico: "Lo spread non migliora , la borsa scende ancora, resta poco tempo. Forse si ricomincia dall'Ici: micidiale". La giornalista Patrizia Corgnati ha messo al tavolo Mario Calderini, docente di strategia economica del Politecnico, Carlo Giacometto coordinatore Pdl Torino, Giorgio Felici presidente Reti Imprese Italia Piemo, Paola Bragantini segretaria provinciale Pd, Paolo Turati giornalista economico, e infine il nostro segretario generale Maurizio Peverati. PEVERATI ha esordito invitando la classe politica a tagliare privilegi su se stessa prima di penalizzare ancora una volta le famiglie accusando poi tutti i partiti di silenzio, su questo punto, negli ultimi quattro anni. Pdl e Pd presenti non hanno granché smentito, hanno solo detto che forse questo non avrebbe salvato il Paese dalla crisi. Poi Bragantini ha ribadito che questo non è un governo tecnico ma alla fine, è politico, così come lo dovranno essere le scelte da prendere. Giacometto non ha colto il messaggio e ha ribattuto che dopo le dimissioni di Berlusconi, guarda caso, i mercati non si sono ripresi. Turati ha ipotizzato, con perizia economica, che lo spred non sia il più grande dei mali e nemmeno la nascita di due euro, come si ipotizza, per lui sarebbe un incentivo all’export. Pochi parevano convinti, prima tra tutti la giornalista. Calderini ha confermato che il precedente Governo non è caduto "esattamente per lo spred" e che i ragionamenti sono molto più complessi e la parola è passata a PEVERATI: "Si parla di Ici e sacrifici. Posso anche accettarlo, ma in che forma? Prima devono pagare quelli che hanno molto, e non viceversa. Sulle pensioni invece torno a dire che è inaccettabile vedere politici averla con una legislatura quando a noi non basteranno 40 anni di lavoro". Qualcuno allora ha citato noti sprechi, come un Ministero della Difesa che ha 14 aventi diritto ma ben 100 auto blu e 700 auto grigie. Numeri che hanno chiuso, in coerenza con la trasmissione, la situazione generale in cui versa il nostro Paese.29 novembre 2011
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