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CGIL CISL UIL TORINO, IN ACCORDO CON IL “COMITATO LAVORATORI IN MOBILITÀ, MA SENZA PENSIONE” INDICONO UN PRESIDIO

 

Pensioni e riforme: è intollerabile che siano cambiate le regole anche per coloro che in totale buona fede avevano accettato il licenziamento per riduzione di personale con la possibilità di raggiungere la pensione con il periodo della mobilità. Per questo motivo si è costituito un Comitato di lavoratori, che raduna già circa 300 aderenti in Piemonte, per tentare di risolvere il problema. Il gruppo ha chiesto il supporto di Cgil-Cisl-Uil. Per i metalmeccanici della Uilm è seguito dal funzionario DONATO VALENTE che, alla giornata di presentazione, ha espresso la priorità di diffondere il più possibile i fini del Comitato: “E’ indispensabile coinvolgere le piccole e medie aziende perché, se nelle grandi c’è già mobilitazione, nelle altre i lavoratori non devono rimanere isolati”. BISANZIO FRANCESCO della Uilm di Carmagnola (ex Teksid) ha preso la parola raccontando il suo caso personale e poi ha invitato tutti a mobilitarsi: “Non lavoriamo e non siamo in pensione: scendiamo tutti in piazza per far valere i nostri diritti!” ha sostenuto davanti all’assemblea. Uno dei lavoratori ha preso la parola chiedendo per tutti reddito certo: “Non vogliamo l’elemosina ma una soluzione”. Poi sono intervenuti i sindacati confederali che ben hanno spiegato dove è nato il problema: la sottovalutazione da parte del precedente Governo dei numeri di persone coinvolte da questa anomalia, non sono 10 mila come calcolato all’inizio ma almeno 45 mila (numeri ancora provvisori). TERESA CIANCIOTTA della Uil ha detto che la linea da seguire è l’allungamento dell’ammortizzatore sociale. Poi l’assemblea ha deciso per una manifestazione davanti alla Prefettura.

 

 

PRESIDIO

VENERDI' 2 DICEMBRE

ORE 10,00

PIAZZA CASTELLO

DI FRONTE ALLA PREFETTURA

 

Clicca qui per scaricare il volantino del Comitato