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LA REPUBBLICA – ECONOMIA, PAG XI, 13 settembre 2011

PEVERATI, SEGRETARIO UILM: APPREZZABILE, MA TARDIVA LA CONVOCAZIONE DEL GOVERNATORE

"COTA? NON È L´AD DELLA FIAT IL FUTURO CE LO SPIEGHI L´AZIENDA" "APPRENDERE DAI GIORNALI I CAMBI DI PROGRAMMA È MORTIFICANTE"

Di STEFANO PAROLA

Roberto Cota ha convocato i sindacati metalmeccanici per domani pomeriggio. Obiettivo: fare il punto sul futuro di Mirafiori, anche alla luce del colloquio che il governatore ha avuto due settimane fa con l´ad di Fiat, Sergio Marchionne. Maurizio Peverati, leader provinciale della Uilm, ci andrà. Anche se non molto convinto: «La convocazione è apprezzabile, ma tardiva. Però non è Cota che potrà spiegarci il futuro di Mirafiori: è la Fiat».

Peverati, cosa si aspetta?

«Il governatore ci spiegherà cosa gli è stato detto dall´azienda e noi ne prenderemo atto. Ma non starò a discutere di relazioni sindacali con lui, perché non risolverà il problema. Il vero interlocutore è la Fiat, che deve convocarci».

Perché dice che è «tardiva» la convocazione della Regione?

«Cota ha sempre seguito l´evoluzione dell´accordo e qualche settimana fa ha giustamente ritenuto opportuno chiedere lumi all´azienda per capire cosa sarebbe successo. La Fiat gli ha risposto, ma lui avrebbe dovuto convocarci subito, non due settimane dopo. Comunque il nostro obiettivo è un altro».

Quale?

«Entro fine mese vogliamo un incontro con la Fiat per discutere il piano industriale. Secondo il management è da modificare? Vengano al tavolo e ci spieghino come, e lo facciano prima ancora di raccontarlo alle istituzioni, perché con loro si fanno dei pour parler, mentre con noi si stringono accordi nero su bianco».

Come giudica i rapporti tra Fiat e sindacati?

«Chi ha fatto l´accordo deve essere messo nelle condizioni di discuterne eventuali modifiche. Apprendere dai giornali cosa farà l´azienda è mortificante per chi ha firmato l´intesa. E non è certo la strada giusta per risolvere i problemi di chi ci ha spiegato che il sindacato è vecchio e invece dev´essere moderno ed elastico».

La Uilm è pronta alla rottura?

«Abbiamo sposato una causa e io continuo e continuerò a crederci. Però dev´esserci un passaggio inevitabile: occorre un rapporto costante con i sindacati per verificare gli accordi di un anno fa. Devono spiegarci in via ufficiale perché hanno deciso di congelare gli investimenti, perché vogliono spostare il suv e se in sostituzione c´è un prodotto all´altezza. Perché una cosa è certa: Mirafiori non può diventare una fabbrica di assemblaggio di basso profilo. Quello stabilimento è il cervello e il cuore del gruppo. Non sarà più così? Vengano al tavolo e ce lo dicano».