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TREMA L’INDOTTO AUTO – ARTICOLO CRONACAQUI

Sabato 10 settembre il quotidiano Cronacaqui ha realizzato un interessante servizio sulla condizione dell’indotto auto recependo quello che la Uilm ha dichiarato con forza negli ultimi mesi e nelle ultime conferenze stampa: ovvero che a fianco alla Fiat la vera preoccupazione sono le migliaia di persone che in Piemonte si legano, per l’appunto, all’indotto.

Scrive il giornalista Alessandro Barbiero: "La segreteria Uilm di Torino ha acceso un faro su una lista di aziende, quelle più a rischio dopo due anni di crisi, e che rischiano serie ripercussioni in termini di ridimensionamento strutturale della capacità produttiva quindi dell’occupazione. Si va, ma sono solo due esempi agli estremi, dalla Mac di Chivasso che stampa lamiere e che tra poco terminerà i due anni di cassa integrazione straordinaria, e si finisce con le Utensilerie Riunite di Lanzo che di dipendenti ne hanno 35 e producono utensili per il settore metalmeccanico. Erano un punto di riferimento per la Fiat a Torino, ora hanno cinque operai al lavoro e gli altri a casa. "La posta in gioco è alta in termini occupazionali e di competenze - dice MAURIZIO PEVERATI segretario della Uilm torinese – ed è il risultato dell’assenza per anni da una politica industriale. Andare di corsa per recuperare, come probabilmente sarà costretto a fare l’indotto non appena ci saranno più dettagli sulle intenzioni della Fiat mette in difficoltà un processo di trasformazione industriale che avrebbe avuto bisogno di più tempo".

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12/9/2011