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FINANZIARIA E POMIGLIANO AL CENTRO DEL DIRETTOVO DEL 28 GIUGNO (le foto saranno presto pubblicate sulla galleria del sito) Manovra finanziaria e Pomigliano. Questi gli argomenti al centro del dibattito del direttivo del 28 giugno. Il dibattito è stato estremamente vivace e costruttivo. Ad introdurre l’assemblea è stato il nostro segretario MAURIZIO PEVERATI: “Questa manovra è iniqua e non accettabile. Siamo di fronte ad un interrogativo drammatico, per fare uno solo degli esempi, sulle persone attualmente in mobilità. Per la pensione c’è un tetto di 10 mila lavoratori quando, solo in Piemonte, la cifra è quattro volte tanto. Noi sindacalisti dovremo gestire la situazione sapendo che ci sarà chi, con lo slittamento di un anno delle pensioni, non percepirà né stipendio né pensione. Che fare? Altra riflessione: se si slitta l’età pensionabile molti piani di ristrutturazione aziendali, che vedevano come strumento anche la mobilità agganciata alla pensione, saranno da ridiscutere da capo, e intanto i giovani non riusciranno a subentrare nel mondo del lavoro, una catena dagli effetti nefasti”. Subito dopo l’intervento del segretario Uil piemonte GIANNI CORTESE: “L’accordo di Pomigliano è frutto dei tempi che viviamo dove la domanda di lavoro è troppo alta rispetto all’offerta. Ci aspettiamo 30 milioni di posti di lavoro in meno nel mondo nel 2011 e tutto ciò non è confortante. Si è parlato di usare gli impianti al 100% ma le auto vanno anche vendute! Faccio una parentesi sulla Fiom: si possono permettere di fare la parte di quelli duri e puri perché tanto sanno che poi c’è un filone di sindacato riformista che si prende le responsabilità, senza temerle, firmando contratti e accordi difficili: è forse corretto? Sulla manovra incide un debito spaventoso: 1820 miliardi di euro e intervenire è necessario, la Cgil lo sa. Ben 700 mila famiglie con redditi sopra il mezzo milione di euro annui hanno visto aumentare i loro patrimoni del 9% quando invece noi lavoratori veniamo ancora tassati tutto questo è iniquo”. Sotto riportiamo gli interventi dei segretari provinciali, dei funzionari, e dei delegati. A Concludere il dibattito è stato però EROS PANICALI segretario nazionale con delega al settore auto che ha illustrato tecnicamente gli aspetti dell’accordo di Pomigliano: “E’ stato un accordo sofferto pensato per dare un futuro ad un’area che ha bisogno di rassicurazioni sullo sviluppo e sull’occupazione. Non è stato semplice esporsi, farci valere alle assemblee, eppure siamo andati avanti. Le difficoltà non mancavano come ammettere alcuni punti critici o far comprendere che alcuni allarmismi Fiom erano ingiustificati. Ma siamo stati responsabili e il referendum è stato vinto. Ora Fiat deve rispettare i patti e investire a Pomigliano. La Uilm nazionale si batterà perché ciò avvenga”.
GLI INTERVENTI DI SEGRETARI, FUNZIONARI E DELEGATI SALVATORE SCIUTO – FEDERAL MOGUL: “Dopo 37 anni di fonderia ho le ginocchia rovinate e mi avveleno pensando al futuro di mia figlia che va all’università e ai sacrifici necessari quando poi i politici, per stare sulla loro poltrona, prendono 20 mila euro al mese. Oggi però non sono qui a spiegare perché, invece di fare una manovra che ci va contro, non si decurtano per primi gli stipendi. Nelle fabbriche c’è malumore e noi dobbiamo essere più incisivi per difendere i diritti dei lavoratori”.GIUSEPPE LEDDA – FENICE: “Stanno distruggendo la scuola e noi dobbiamo farci sentire. In questi giorni il settore pubblico della nostra confederazione ha deciso di indire una manifestazione: non c’è neanche da chiederselo, dobbiamo scendere in piazza con loro: facciamoci sentire”.GIUSEPPE LANZONE – FPT IVECO : “Sui partiti e il Governo: ora si sono manifestati. Prima pensavo che dovevamo aspettare, lasciarli fare per dare l’opportunità di operare, adesso abbiamo raggiunto il limite. Questa manovra è davvero ingiusta. Su Fiat: per difendere l’accordo di Pomigliano ci siamo battuti e ora Fiat non rispetta i termini? Non è possibile, deve investire come promesso e mi auspico un direttivo nazionale Uil sull’argomento”. GERARDO DI PARIGI – FPT IVECO : “Vogliono intervenire sulle pensioni: una follia! Anche perché all’aumento del limite si somma la diminuzione delle quote, dall’82 al 75% circa e non lo dicono con chiarezza però. Sui media si parla di tutto meno del fatto che la disoccupazione è salita al 9%. Il Governo incoerente denuncia 90 mila auto blu ma io dico: hanno la maggioranza, taglino allora! Invece no, paghiamo sempre noi lavoratori. In Fiat: il clima è pesante. L’accordo di Pomigliano però non mi sembra esportabile qui, al massimo solo sui 18 turni”. FLAVIA AIELLO – SEGRETERIA PROVINCIALE: “In Fiat le assemblee sono difficili. C’è chi ci vuole far credere agli asini che volano. Un esempio? Cercare di convincerci che un sindacato possa con un accordo eliminare diritti garantiti dalla Costituzione quando è solo una legge che può farlo. Sullo sciopero, altro esempio, mi pare logico che se si è appena firmato un accordo per i turni del sabato non si indicano, ogni settimana, scioperi al sabato stesso. Questione di buon senso. La Uilm si è impegnata per l’accordo di Pomigliano e ora, semplicemente, Fiat deve firmare e confermare gli investimenti. Sui 18 turni a Mirafiori: non sono proponibili oggi per un semplice motivo: non ci sono abbastanza assunti a garantire un pieno regime. Servono prima investimenti e assunzioni”. VINCENZO PEPE – FUNZIONARIO: “Prendiamoci le nostre responsabilità verso l’indotto perché, oggi, ci sono lavoratori di serie A e serie B o anche C… il fatto è che si rischia di accettare questo dato di fatto come logica. Sulla manovra finanziaria siamo di fronte a delle imposizioni per via della crisi ma non ci sono vere linee guida per uscire dai grandi problemi: come l’assurdo di avere qui fabbriche sud coreane che tolgono lavoro e sapere che l’Italia laggiù non potrà mai costruire neanche un mattone. O veder arrivare i vetri della panda dalla Cina a 10 euro, trasporto compreso, sapendo che non reggeremo a quella concorrenza. O risolviamo questi aspetti o non ci risolleveremo veramente”. GIANFRANCO VERDINI – SEGRETERIA PROVINCIALE: “Parliamoci chiaro: l’accordo per Pomigliano prima di essere proposto era stato visto e approvato dai confederali. Ora Marchionne si muove come a dire che le categorie metal meccaniche vadano scavalcate, perché inadatte ad affrontare l’argomento con contingenza. Io penso che il nostro prodotto ha difficoltà, al momento, a competere con i paesi in via di sviluppo. Non difendo la Fiat ma dico solo che occorre intensificare lo sfruttamento degli impianti, e non del lavoro. E questa è una importantissima distinzione”. MARIO COZZITORTO – SIRIO: “Sull’accordo di Pomigliano: ma avete sentito gli umori dei colleghi nelle fabbriche? Dobbiamo ascoltare di più la gente e prendere posizioni chiare, per esempio sulle pensioni dove occorre una presa di posizione molto chiara e, visto che è presente a questo direttivo, lo chiedo al segretario piemontese Uil Gianni Cortese”.MAURO COLANGELO – FIAT CARROZZERIA: “Facciamo i delegati, i mediatori e dobbiamo portare a casa cosa è possibile, accordi che risolvano problemi. Ma prima di tutto dobbiamo portare a casa il lavoro! I tempi cambiano e i nostri figli fanno turni improponibili, massacranti, dove nei servizi vai a lavorare a mezzanotte e smetti alle sei del mattino e poi riprendi poco dopo… pensiamoci”. SERGIO MINARDI – FUNZIONARIO: “Ma vi rendete conto che la Wolskwagen verrà a produrre qui in Piemonte facendo concorrenza a Fiat nella sua città? Prenderanno qui lavoro ed ingegneri e ciò dimostra, se c’erano dubbi, che in Italia ci sono alte professionalità e che siamo capaci. Su Pomigliano? Diciamocelo chiaro, c’erano evidenti problemi. Bisogna pensare ad una ripresa di tutta l’industria italiana e a come investire per attirare aziende sapendo che noi siamo comunque la seconda potenza esportatrice dell’Europa dopo la Germania. Rispetto alla Cina non abbiamo acciaio e dobbiamo importare, di qui il disequilibrio, ma le potenzialità ci sono tutte”. GIUSEPPE BOCCIARDI – COSTRUZIONI SPERIMENTALI: “A volte penso che l’accordo di Pomigliano sia stato fatto apposta perché la gente, sotto pressione, non lo votasse. Ma è stato firmato, era giusto, e adesso Fiat deve investire come promesso. Invece ha detto che lavorerà con i firmatari solo ai progetti futuri, non mi sembra la stessa cosa. All’inizio si è detto che, sul tesseramento, stiamo ottenendo ottimi risultati: ma sono costati lacrime e sangue ai delegati perché al giorno d’oggi c’è paura tra la gente e c’è anche ci è “avanti” negativamente, ovvero che privilegia un rapporto personale con l’azienda e ciò deve far ripensare al ruolo delle Rsu nel futuro”. GIUSEPPE ANFUSO – SEGRETERIA PROVINCIALE: “Se chi fa questa manovra fosse credibile sarebbe meglio accetta. Invece dicevano che andava sempre tutto bene, come se non ci fossero chissà quali urgenze e all’improvviso, ecco la stangata. Incoerente allora la scelta di avviare un nuovo ministero, non dovremmo diminuire i costi della politica?”. 2/7/2010 Ufficio Stampa Uilm
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