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DIRETTIVO UIL: DIRETTA DI ANGELETTI DA TUTTA ITALIA

 

L’8 giugno, presso il Novotel di Torino, si è svolto il direttivo regionale della Uil. Novità importante è stata la presenza, in videoconferenza, del segretario nazionale Luigi Angeletti. Il messaggio non era visibile solo ai piemontesi ma, tramite la Uil Web Tv in tutta Italia. Infatti, in contemporanea, si sono svolti i direttivi confederali regionali in tutto il Pese. Questo sforzo organizzativo è stato fatto per discutere di un argomento altamente strategico: la manovra finanziaria anti crisi che richiederà ancora grandi approfondimenti. Questo l’intervento di Angeletti (che aveva l’obiettivo di spiegare il clima generale in cui sta maturando la manovra finanziaria). Successivamente riportiamo quello del nostro segretario regionale Maurizio Peverati.

 

ANGELETTI – E’ la più grave crisi dopo 70 anni, questa manovra correttiva si aggira sui 29,4 miliardi di euro ed è urgente perché c’è stato un ampio tentativo di facili guadagni giocando al ribasso dell’euro. I governi europei, tutti, sono stati costretti a ridurre il debito pubblico in maniera veloce. L’Italia a dire il vero ha una crescita del deficit minore di tanti altri ma per un solo motivo: lo aveva già contratto precedentemente la crisi. Non ci sono quindi alternative  ma una sola domanda: come fare? Si dovrà agire su due situazioni patologiche, l’evasione fiscale e i costi della politica.

Sull’evasione consideriamo che il 10% del Paese detiene il 50% della ricchezza ma che solo 1200 persone in Italia dichiarano di guadagnare più di un milione di euro l’anno. Altre 250.000 dichiarano di guadagnare più di 250.000 euro. In pratica i ricchi per il fisco non esistono ecco perché proposte di tassazione di questa fascia sono banali visto che, per fare un altro esempio, il 60% di chi guadagna più di 150.000 euro è comunque dipendente o pensionato. Allora? Le tasse vanno fatte pagare a chi davvero ora non le paga, basta mettere le mani nelle buste paghe dei dipendenti!

Quindi bisogna tagliare le spese della politica anche se di solito si viene tacciati di demagogia o lusingati con “complimenti” simili…Eppure è un assurdo avere così tanti deputati e 8 mila comuni con altrettanti amministratori e il paradosso di regioni che, più sono povere, più alto è il loro numero di consiglieri.

Non è fare la morale ma dire che ce lo possiamo più permettere! Anche perché questi sprechi non portano né a maggiore democrazia né a maggiore libertà.  Si tratta solo di vizi antichi, usare il denaro pubblico come se fosse privato e, come già detto, evadere le tasse. Quindi basta ad alibi di sindaci che protestano che non avranno più fondi per l’assistenza quando invece mandano a convegni, pagati dai contribuenti, amministratori e accompagnatori e che spendono in comunicazioni e consulenze cifre enormi.

Sul federalismo bisogna chiarirci bene le idee considerando che non è un modo per attribuire un po’ di fondi alle regioni. Al contrario è un modo per corresponsabilizzare questi enti alla corretta e capillare raccolta tributaria. Speriamo faccia velocemente il suo corso ma non è questa una manovra contro la crisi quanto un’esigenza più ampia.

A livello generale invece occorre prendere atto che il ruolo dello Stato cambierà inevitabilmente, nelle spese si dovrà essere selettivi, difficile possa sostenere ancora direttamente i consumi, si fermerà alla ricerca, a creare condizioni fiscali favorevoli ma senza, forse, quella contribuzione diretta tipica del passato. Un’incognita: per tante cose ci si dovrà per forza orientare a forze private?

Il sindacato, noi, dobbiamo prendere atto che non siamo un club, né giudici, né partito di opposizione e che il nostro compito è cercare soluzioni per dare risposte, subito e concrete, alla gente che rappresentiamo. Non penso siano efficaci solo le manifestazioni. Bisogna agire su più fronti. Insomma, dobbiamo fare in modo che la politica non ci dica sempre e solo di no.

 

PEVERATI – Crisi Lotta all’evasione? E’ sempre stato un nostro cavallo di battaglia. Con rammarico, negli ultimi anni, questa posizione si è affievolita e faccio presente che, come categoria, abbiamo sempre condannato questo stato di cose mettendolo in cima come priorità. Ora bisogna recuperare, ed è chiaro che la manovra è necessaria, ma deve essere equa. Non si può tollerare un Paese dove l’evasione è capillare e dove ad avvisare di cosa succede per davvero è una trasmissione satirica: un insulto a noi cittadini. Il sistema fiscale è inaccettabile e noi dobbiamo far sentire la nostra voce, perché è impensabile che un semplice lavoratore venga multato di 300 euro se solo sbaglia a compilare una caselle sul 730, o sia vessato da mille dichiarazioni (vedasi Isee e company), per poi scoprire che chi detiene il 50% della ricchezza italiana per il fisco, semplicemente, non esiste. E per concludere, ci diciamo da troppo tempo che le provincie sono di troppo ma nessuno, da destra o sinistra, intende metterci davvero mano. E così noi paghiamo, paghiamo… e il risultato sono sacche di concussione, corruzione, sprechi a cui ora bisogna, per forza, mettere un freno.