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PIANO INDUSTRIALE IVECO – l’opinione delle Rsu Il 21 aprile, può davvero rappresentare una data storica per tutta la Fiat (perlomeno per quella conosciuta fino ad oggi, e soprattutto rispetto a quella di 6 anni fa) in cui, noi della UILM, eravamo tra i pochissimi che scommettevano sul suo futuro. Oggi, si può affermare che la FIAT c’è, anzi ce ne saranno addirittura due. Adesso, gli occhi sono puntati specialmente sul settore auto, poco si parla di IVECO, cosa che a noi preme e di cui vogliamo parlare. Nella nuova società, FIAT INDUSTRIAL, che diventerà operativa nei fatti dal 1 gennaio del prossimo anno, dopo la delibera del C.D.A. e quella successiva dell’assemblea degli azionisti, confluiranno IVECO, CNH e la parte motoristica di FPT, relativa alle due società. Questo nei fatti, per il sito di Torino, vuol dire un ritorno al passato, tutto il comprensorio porterà solo la scritta IVECO. Ritornando al cosiddetto spin-off, pensiamo, che specialmente per IVECO, non sarà un problema ma anzi una grande opportunità, in quanto, raggiungendo una completa autonomia finanziaria, non dovrà, come nel recente passato, sopperire alle difficoltà di questo o quel settore, ma utilizzare tutte le proprie energie per se stessa, energie che perlomeno nel corso dell’ultimo decennio, erano cospicue e importanti, e anche nell’ultimo 2009 , anno come sappiamo, del crollo delle vendite, il risultato economico non è andato in profondo rosso, ma portava il segno nero. Il piano industriale, prevede livelli adeguati di investimenti, lancio di nuovi modelli e restyling di altri. Ricordiamo inoltre che IVECO aveva da poco rinnovato l’intera gamma. Infine, per il nostro sito di Torino, molto importante, sarà il lancio della nuova gamma dei motori che si dovranno adeguare alla normativa EURO 6, questo naturalmente deve avvenire a breve, per avere certezze produttive e occupazionali. Già questo primo trimestre, si è registrata una debole ripresa della domanda, portando conseguentemente alla prima e timida riduzione dell’utilizzo della cigo. Il problema principale rimane la ripresa della domanda, ricordando che siamo ancora in una situazione di piena crisi e che la concorrenza mondiale nel frattempo non starà ferma aspettando che la crisi passa, quindi lotteranno anche loro alla conquista di quote di mercato. Iveco prevede a fine piano, in altre parole nel 2014, di raggiungere i livelli produttivi che si erano raggiunti nel 2006, ricordando che il 2007 fu l’anno migliore e che dal 2008 iniziò la discesa, seguito dal crollo del 2009. Lo stabilimento produttivo di Iveco, sta raggiungendo il limite massimo di utilizzo delle 52 settimane di cigo, cosa che dovrebbe avvenire entro luglio, ed essendo il 2010 ancora un anno di transizione e di stabilizzazione, al ritorno delle ferie, i lavoratori devono già conoscere lo strumento col quale affrontare questo periodo. Noi, abbiamo già fatto delle proposte alla direzione aziendale, tra le quali, anche a seguito di moltissime richieste, l’accompagnamento volontario alla pensione, il tutto ovviamente senza accettare nessuna discussione su eventuali eccedenze di personale. La sfida che ha lanciato Marchionne, la UILM l’ha già raccolta, noi pensiamo che questa sia la strada giusta per far crescere la presenza FIAT in Italia, solo così si può dare un forte impulso allo sviluppo industriale nel nostro paese. Il lavoro industriale, non va dimenticato è la vera ricchezza ed è su questo, che anche il Governo deve fare la sua parte, stabilendo una vera e seria politica industriale, cosa praticamente assente da moltissimi anni. Se “fabbrica Italiana” è pronta a partire, la UILM come sempre ha fatto, ci metterà molto di più del cuore e del coraggio.
RSU/ESPERTI UILM IVECO |