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CIRIACESE – 700 FAMIGLIE SENZA FUTURO

Articolo tratto da “Il Canavese” del 12 maggio 2010

 

Mondo del lavoro e crisi, non sono solo dati, sono persone che perdono il posto o sono in cassa integrazione da mesi, sono aziende che hanno paura di chiudere e imprenditori disperati, sono comuni che tentano di reagire. Mentre in queste ore la bolla speculativa europea fa tremare l’Europa anche qui ci si interroga sul futuro che non è per niente roseo. I sindacati hanno tra le mani una situazione complicatissima. Secondo il Centro per l’Impiego nel ciriacese ben 700 persone stanno entrando in cassa integrazione in deroga. Cosa significa? Che le aziende stanno terminando le ore di quella ordinaria e, pur impegnandosi non vedono una ripresa. Il Sindacato non ha modo di contrastare il fenomeno se non trattando con gli enti locali dei tamponamenti. Allora inizia una corsa affannosa a trattare con i Comuni per ottenere tre cose distinte: l’euro per abitante, cifra che se il Comune accetta viene raddoppiata dalla Provincia e serve a sostenere chi non ha ammortizzatori sociali. Secondo: i cantieri lavoro. Terzo: il mantenimento di tariffe, asili, mense, trasporti, a bassi livelli. (…) Maurizio Peverati, segretario dei metalmeccanici piemontesi Uil il 27 aprile era ospite della trasmissione “Linea D’Ombra” su Telesubalpina. Un’occasione particolare perché, oltre agli altri sindacati e a Giancarlo Buffo (vice presidente industria del Canavese) c’era nella sua prima uscita pubblica il nuovo assessore regionale all’industria Massimo Giordano: “Riuscirà la Fiat a realizzare tutti gli obiettivi che si è prefissata visto il lungo periodo del piano?” si è chiesto il leghista. Sembrano argomenti lontani? Niente affatto. Peverati, da buon canavesano, ha infatti ricordato: “Su 14 mila dipendenti in capo a Mirafiori ce ne sono altri 70.000 nell’indotto – e a lato ha detto – Il ciriacese e il canavese sono luoghi dove la linfa vitale è proprio l’indotto metalmeccanico. Quanti di noi hanno parenti in piccole stamperie, aziende piccole, che ora boccheggiano. Parlare di Fiat è parlare del loro futuro non dimentichiamocelo”.

14/5/2010

                                             Ufficio Stampa Uilm